Volontari, ragazzi, sogni e quotidianità: il cuore silenzioso che tiene unita una città.

L’AFPD di Cassano Magnago – Associazione Familiari Persone Disabili – è una realtà che dal 1989 costruisce inclusione, autonomia e futuro per le persone con disabilità e per le loro famiglie.
Questo non è un articolo informativo.
È un viaggio dentro una comunità che ha scelto di restare, di esserci, di costruire legami.

Ci sono storie che ti entrano nelle mani prima ancora che nella testa.
Quella dell’AFPD comincia così: con gli occhi verdi del presidente Marcello Crespan, che diventano lucidi ogni volta che la conversazione sfiora il futuro — quello dei ragazzi disabili che, un giorno, non potranno più contare sulla propria famiglia.
E con la determinazione quieta di Ivano Favero, volontario e responsabile dei trasporti, che parla come chi ha visto da vicino cosa significa esserci davvero.

L’AFPD nasce nel 1989 da un gruppo di genitori che non accettava l’idea di vedere i propri figli mandati in strutture lontane:
fuori provincia,
fuori regione,
fuori dalla vita quotidiana.

Hanno scelto di restare.
Di costruire qui.
Di creare una rete.

Oggi quella rete è fatta di 73 volontari, almeno tre mezzi che ogni mattina attraversano il territorio per accompagnare 25 ragazzi ai centri diurni, e una sede dove ogni settimana si accendono laboratori, pranzi, feste, relazioni.

Una presenza costante, silenziosa, fondamentale.

Dove i ragazzi diventano protagonisti

Il laboratorio di ceramica è uno dei luoghi più simbolici.
Qui i ragazzi dell’AFPD lavorano la creta guidati dal direttore artistico Fabio Colombo: la materia diventa racconto, identità, opera collettiva.

I mosaici di creta realizzati insieme ai ragazzi decorano Cassano Magnago.
Li trovi:

  • al Parco di Città
  • all’Oasi Bozza
  • sotto ai portici di via Colombo Cavalier Ambrogio, vicino al Centro Anziani
  • nella piazza del mercato di via Piave

Sono tracce visibili di una comunità che si intreccia con l’arte e la lascia parlare.

Poi c’è il teatro, che ogni anno porta in scena spettacoli replicati davanti a centinaia di persone.
Emozioni senza filtro.
Applausi che non si dimenticano.

E poi ci sono le esperienze straordinarie:
la vela sul Lago Maggiore, grazie ai club velistici che ogni anno “si lasciano prendere nella ragnatela”, come dice Ivano;

la settimana di vacanza al mare, organizzata in tre turni, con decine di volontari che vivono 24 ore su 24 accanto ai ragazzi.

Autonomia, avventura, amicizia.
Vita vera.

La settimana che cambia la vita

Ivano la racconta così:

«Una settimana con un ragazzo in carrozzina ti ribalta il mondo.
Di notte ti chiama cinque volte, di giorno lo porti ovunque, fai ciò che fa la famiglia.
E quando torni a casa capisci la fortuna che hai.
Per questo il mio tempo lo do a loro: è il modo per restituire ciò che ho ricevuto.»

Non c’è retorica.
Non c’è eroismo.
C’è umanità pura, della più disarmante.

L’obiettivo è doppio:

  • dare una settimana di sollievo alle famiglie
  • permettere ai ragazzi di vivere un’esperienza fuori dagli schemi familiari

Un equilibrio delicato, prezioso.

Il sogno più grande: una casa per il “Dopo di Noi”

È qui che la voce di Marcello trema un po’.

L’AFPD ha acquistato Villa Cagnola, in via Matteotti a Cassano Magnago.
Un immobile grande, importante, impegnativo.

L’obiettivo è trasformarlo in una residenza per una decina di ragazzi disabili medio-gravi, che non hanno più una famiglia su cui contare.
Un progetto concreto legato al tema del “Dopo di Noi”, una delle più grandi paure per chi vive la disabilità ogni giorno.

«È il nostro sogno. Dare pace alle famiglie.
Sapere che i loro figli avranno una casa, persone competenti, una vita dignitosa.»

Per farlo servono fondi.
Servono aiuti.
Servono mani che si sommano.

Una ragnatela da cui non si esce più

Ivano sorride quando lo dice:

«La nostra è una ragnatela: quando entri non esci più.
Perché questi ragazzi ti emozionano, ti cambiano, ti danno più di ciò che dai tu.»

E Marcello, 83 anni portati con una leggerezza sorprendente, aggiunge il punto cruciale:

«I giovani hanno paura.
Ma qui non c’è niente da temere.
C’è solo da stare accanto. Da esserci.»

Il punto è semplice

Questa non è una storia di disabilità.
È una storia di presenzacuracomunità.

È la storia di un’associazione che da oltre trent’anni costruisce inclusione e volontariato a Cassano Magnago.
Ed è una storia che chiede solo una cosa a chi legge:

Avvicinati. Guarda. Non voltarti.

Perché l’AFPD è una realtà che regala più di ciò che chiede.
E ciò che chiede, oggi, è fondamentale:
volontari, donazioni, attenzione, voce.

Cassano Magnago è fortunata ad avere persone così.
Ma la fortuna, si sa, vive solo se qualcuno la nutre.

Vuoi sostenere l’AFPD di Cassano Magnago? Qui il link al sito dell’AFPD

Volontariato, donazioni, iniziative:
ogni gesto è un mattone della casa del futuro.

E soprattutto, è un modo per entrare in quella ragnatela bellissima
da cui — lo dicono tutti — non si vuole più uscire.

Federica Scutellà

LEGGI la storia di Daniela Ferrarello, prof che insegna matematica in carcere.